martedì 2 novembre 2010

2: Il mio primo Pokémon

Così eccomi qui. Ho fatto un veloce salto a casa per le ultime cose, sapete... andare in bagno, salutare e cose così.
Mia mamma si è anche offerta di risparmiare soldi da parte mia, mi basterà mandargliene un po' ogni volta che ne guadagno e lei li terrà per me. Non si sa mai, con tutti i ladri che ci sono in giro... ora che poi il Team Rocket è tornato sarebbe da sciocchi girare con montagne di soldi nello zaino.
Mi fa piacere soprattutto il fatto che, mio padre, non avesse ancora posato il giornale. Chissà se si è accorto che me ne stavo andando?
Comunque sia, mi basta un passo e entrerò nel mondo dei Pokemon: l'erba alta. Che qui è veramente alta eh, mica ciccioli. Un metro e mezzo circa di vegetazione, pare di essere in un sottobosco più che in un prato aperto.
Per arrivare a Smeraldopoli, però, ci devo entrare per forza, e o trovo una mietitrebbiatrice per ovviare il problema, o mi porto un Pokemon discretamente potente appresso. Attualmente, la prima opzione, sarebbe auspicabile, dato che la seconda non è attuabile a causa del fatto che con me ho solamente un Magikarp. Un Magikarp che non conosce nemmeno Azione...
E come li vado a catturare gli altri Pokemon? Facendogli pena? Vado a rubare della Pokeball agli altri allenatori? Non so, come pensa che io possa fare il Prof Oak?
Fortuna che, uno degli assistenti del prof Oak, mi ha dato 5 Pokeball in dotazione. Sai che sforzo: 1000£ ti vengono a costare. Taccagni. La cosa più curiosa è che questo assistente sia riuscito ad uscire dal suo letargo da NPC per consegnarmi un oggetto. Ancor più curioso è il fatto che, dopo avermi dato le ball, si sia ri-fissato su una frase. Solo a Biancavilla ci possono essere delle persone che entrano in loop.
Forza e coraggio. Allungo il primo passo nell'erba alta. Ok, nessuno Snubbull ha tentato di azzannarmi. Vado avanti. Nulla.
Se continua così Magikarp non mi servirà. Oddio, non che mi possa servire granché già di suo...
Son lanciato, mi faccio largo tra i fusti, sempre più veloce. Ehy, è semplice! In barba a chi mi diceva che l'erba alta è pericolosa. Che poi, pericolosa... in questa zona più che Rattata e Pidgey non si trovano... più o meno.
Ed eccolo. Il mio primo Pokemon selvatico! Per essere sinceri non lo avevo proprio visto: l'ho centrato con un calcione mentre camminavo. Insomma, mica è colpa mia: in mezzo a quest'erba ci potrei nascondere un'utilitaria!
Il Pokemon mi guarda. Non pare contento del modo in cui ci siamo incontrati. È un Sentret.
Se ne sta ritto sulla coda a fissarmi. Penso mi mangerebbe volentieri.
“Ehm... scusami Sentret, non l'ho fatto apposta...” E sfruttiamola questa abilità di dialogare coi Pokemon.
Continua a fissarmi. Fa qualche verso, ma non capisco. Vuoi vedere che funziona solo coi Magikarp la mia abilità? E che dono del cazzo. Vabbe, mi tocca lottare insomma. Poi non ho ben capito, ma dopo che il Pokemon è comparso l'erba è calata drasticamente di altezza arrivando a una ventina di cm di altezza così che lo possa vedere distintamente. Che diavolo di legge della natura è? Se son presenti uno o più Pokemon alla vista di un essere umano l'erba sparirà automaticamente?
Via, andiamo con la tattica che abbiamo adottato nel laboratorio.
Mi metto in posizione di lancio. Nella mia mente compaiono le immagini di qualche partita di baseball, mi focalizzo sul lanciatore, ripeto gli stessi movimenti. Lancio, e lancio forte. Quel poco di erba rimasta, dove passa la palla, si piega per lo spostamento d'aria.
“Vai, Magikarp!”
Sentret la vede arrivare, fa per spostarsi ma non è abbastanza veloce. Minchia che secca. Se possibile l'ho centrato con ancora più violenza di Larvitar. Sentret barcolla mentre Magikarp esce dalla ball.
“Ou.” il pesce si gira verso di me.
Lo guardo. “Si?”
“Eh, ti sembra cortesia quella di lanciarmi in battaglia senza nemmeno darmi un secondo di preavviso?” è seccato. Uff, ma possibile che debba sempre criticare? Che bestia fastidiosa.
Non ho mai sentito di allenatori che prima bussassero alle PokeBall. Secondo te come dovrei comportarmi?” Faccio il gesto di bussare nell'aria: “Knock Knock, 'Sì, chi è?', 'Sono io Magikarp, potresti uscire un secondo che dovresti combattere?'”
Mi guarda storto. “Lo faresti?”
La mia mano destra scatta automaticamente verso la fronte. “Era sarcasmo, Magikarp: sarcasmo!”
Continua a guardarmi storto. “Si, ma lo faresti quindi?”
Arceus, dammi la forza per non ucciderlo a pedate. “Lascia perdere, comunque ora dovresti lottare.”
“La fai facile tu. Io conosco solo lo Splash, e immagino tu sappia a cosa serva quella mossa. A niente. Quindi cosa faccio? Lo intrattengo?” Dice Magikarp sguazzando sul posto.
“E intrattienilo, che ti devo dire? Tanto una bella mazzata se l'è già presa.”
Intanto vedo Sentret che è rimasto a fissarci tutto il tempo. Scappare no, eh?
“Ma se non ti serve che io combatta, perché hai lanciato la mia Pokeball e non una Pokeball vuota qualsiasi?” chiede il mio Pokemon. Il mio Pokemon di una pignoleria esasperante, per precisare.
“è più pesante, gli faccio più male con una pokeball piena.”
Ma pesano uguali da vuote o da piene! Se variassero col peso come potrebbe qualcuno portarsi in tasca un Onix?” fastidioso. Sei estremamente fastidioso.
“Non dovevi intrattenerlo?”
“Vado” si gira verso Sentret “Ehy, la sai questa? Ci sono un Jolteon, un Vaporeon e un Flareon che vanno...”
Ah, ma bene: lo intrattiene pure con delle barzellette.
Tiro un sasso. Ricentro Sentret che, con questo colpo, cade a terra.
“Non essere così violento! A momenti lo lasci secco! E poi non mi hai fatto finire la barzelletta!” urla Magikarp
“Che peccato.” rispondo sarcastico. Vabbe, Magikarp i suoi punti esperienza se li è presi, può pure rientrare: “Vedi di tornare nella pokeball a fare quello che stavi facendo”
“La ristrutturazione del bagno?”
Guardo la Pokeball. Guardo Magikarp.
“Bagno?”
“Eh, pretenderai mica che ci teniamo i bisogni fino a che non ci chiamate fuori dalle sfere, vero? Sai che imbarazzo farla durante un match? Insomma, poi son d'obbligo in tutte le pokeball da anni ormai.”
Questa cosa mi sfuggiva. Sarei curioso di sapere dove va lo scarico, ma ho troppa paura, pensandoci bene.
“Come vuoi, metti pure a posto i sanitari: il tuo lavoro l'hai fatto”
“Va bene, alla prossima allora. È un piacere essere chiamato fuori per nulla.”
Bah, non fosse il mio Pokemon lo avrei già ucciso.
Prendo una sfera vuota che mi ha dato l'assistente dallo zaino. Prendo la mira e lancio.
Ora, chi vedesse la scena dall'esterno rimarrebbe sicuramente un po' perplesso nel vedere un ragazzo fissare una pallina. Da dieci centimetri di distanza, circa. Una pallina che si muove. E fermati, dannazione.
Attimi interminabili prima che la ball si fermi. E lo fa.
Evvai! Il mio primo Pokemon! Finalmente potrò combattere usando anche qualche attacco e smettendo di tramortire povere bestie a colpi di lanci da baseball.
Ma ecco che la ball ricomincia a muoversi. Mi pigli in giro, per caso?
Continua a muoversi, io continuo a fissarla.
“Bella seccatura eh?”
Mi giro verso dove arriva la voce: nessuno. Abbasso lo sguardo, affianco a me c'è Magicarp.
“E tu che ci fai fuori dalla ball?” pure uno di quei Pokemon ribelli mi doveva capitare. Hallelujah.
“Ero curioso, capo. Voglio proprio vedere come finisce.” ed anche lui comincia a fissare la ball, che continua a muoversi. No, aspetta, la ball non si muove più! Dannazione, ho perso il momento della mia prima cattura cattura per colpa sua. Avessi un Pidgeotto farei in modo che questo maledetto pesce venga assillato continuamente.
“Ma senti un po', tu non stavi ristrutturando il bagno?” Chiedo senza aspettarmi una risposta coerente.
“Ho appaltato il lavoro.”
Non ci credo.
“Come appaltato? E cosa sei, un comune?”
“Che battute scadenti capo, ho appaltato a una ditta esterna. Ho fatto una gara e ho trovato chi chiedeva di meno: semplice”
Continuo a guardarlo, sono abbastanza sicuro del fatto che, il mio sopracciglio sinistro, si stia muovendo un po' troppo.
“Ok, d'accordo: anche ammettendo che tu sia riuscito a fare una cosa del genere, quale sarebbe questa fantomatica ditta?”
Raccolgo la PokeBall con dentro il mio nuovo Pokemon e continuo a guardare Magikarp.
“Beh, non ce ne sono tante in effetti... quella che si è aggiudicata i lavori però è una società seria, mica robe di terza categoria.” E io sto pure ad ascoltarlo?
“Ok, ma in parole povere?” Stringi.
“Beh, la società è la SMB, leader nel settore idraulico. Guarda, dovrebbe essere dentro uno degli operai, nonché proprietario di un mezzo dell'azienda.”
Perché ho l'impressione che questa situazione diventerà ancora più assurda?
“Significa che sta dentro la Pokeball?”
“Certo, dove vuoi che stia?”
A volte mi chiedo quanto diavolo di spazio ci sia davvero dentro quelle sfere...
“Mah, guarda: per me non è una cosa così scontata... comunque me lo presenteresti? Son proprio curioso di vedere questo personaggio.”
Magikarp mi guarda felice come se non stesse aspettando altro: “Ma certo!”
Detto questo si avvicina a me e scompare nella sua pokeball. Passa circa un minuto quando vedo il fascio di luce uscire dalla sfera e Magikarp materializzarsi di nuovo davanti a me.
“Allora, ha detto che finisce un attimo di allacciare bene la tubazione del lavandino e arriva.”
Ah, si fa pure aspettare?
“Bene, aspettiamo: quanto ci metterà?” chiedo al pesce.
“Non so, conta che ha allacciato tutto il bagno nel tempo in cui sono entrato nella Pokeball prima.”
Credo che i miei occhi si siano dilatati fino a diventare due palle.
“Scusacome? Ma sei stato dentro solo pochi secondi...”
“Si, si è pure fatto un caffettino.” Pure.
Mentre parliamo sento che la sfera comincia a muoversi, veloce la sfilo dalla cintura e la appoggio a terra. La sfera si apre, solito fascio di luce bianca e solita sagoma.
Guardo quello che è appena uscito. Non ci posso credere. No, c'è un limite anche all'assurdo, per dio.
Davanti a me sta un ometto alto all'incirca un metro, con indosso una salopette, una maglia rossa, un paio di scarpe marroni e un berretto rosso con una grossa “M” stampata appena sopra la visiera. Sul volto spiccano un grosso naso tondo e un paio di folti baffi.
“Così è lei l'idraulico del mio Magikarp?”
“Sì, piacere: dal tuo sguardo intuisco che già mi conosci, vero ragazzino? Comunque non posso fermarmi a parlare: ho ancora un paio di sfere da allacciare e devo andare a recuperare Peach dal suo rapimento quotidiano. Arrivederci.” E dicendo così tira fuori dalla tasca uno strano fungo con un elica con l'effetto di cambiare tutina e cappello facendo comparire un casco con un'elica. Finita la trasformazione se ne va via volando.
“It'sa me, Maaaario!” Una frase migliore per il congedo no?
“Quindi la SMB sta per Super Mario Brothers, immagino...” mi giro verso Magikarp: “Perché sarebbero gli unici a fare tubature nelle Pokeball? E perché era così basso?” è una situazione troppo strana per non approfondire.
“Ha parlato la stanga.” Grazie. “Comunque è presto detto: prima di tutto non sono l'unica azienda ad offrire questo tipo di servizi, in realtà sono due aziende: la SMB e la DWA. Il problema, per le altre aziende, è riuscire ad arrivare alle Pokeball, ma loro, passando per le tubature, riescono ad entrare tranquillamente.”
Ma non è possibile!
“Sì, quindi vuoi dirmi che, oltre a lui e immagino suo fratello c'è qualcun altro di così strampalato da passare per dei tubi? E poi com'è possibile che una sfera poké sia allacciata alla rete fognaria? Non ha il minimo senso!”
Magikarp mi scocca un'occhiata di compassione come se stesse parlando con un bambino che non potrà mai capire. Che nervi. Come se i Magikarp fossero dotati di grosse doti intellettuali.
“Allora: la rete fognaria è connessa tramite le basi della distorsione spaziale del tuo zaino. Non è difficile, è lo stesso trucco che usano lui e Luigi da anni per passare nei tubi: fungono sostanzialmente da teletrasporto verso un ben definito canale di scolo. Comunque qualcun altro esiste, cioè le nemesi sue e di suo fratello: Wario e Waluigi, titolari della Double W Agency. Solo che hanno meno successo di loro.”
Ah, mi ero dimenticato delle loro nemesi... personaggi ancora più strambi.
“E perché, di grazia?”
Magikarp allarga le pinne come se stesse facendo spallucce. Non puoi riuscirci, bestia: non hai le spalle!
“Semplice: Wario e Waluigi son molto più costosi e si incastrano nelle tubature.”
“Come si incastrano?”
“Sì, uno è troppo grasso e si blocca nelle giunture, l'altro è troppo lungo e si incastra nelle curve.”
Non ho parole. No seriamente, tutto ciò non ha il minimo senso...
“Ma piantala e tornatene nella sfera, va”
“Ok capo!”
E non chiamarmi “Capo”, dannazione: sembra di essere in un qualche tipo di organizzazione mafiosa.
Richiamo Magikarp nella sfera e sospiro. È proprio un Pokemon particolare...
Tiro fuori la sfera del mio nuovo Pokemon e lo richiamo fuori: voglio proprio vedere che tipo è. Chissà com'è avere un Pokemon che non parla.
La sfera si apre, fascio di luce ed ecco Sentret. Mi guarda in maniera enigmatica dopo essere uscito dalla sfera.
“Tranquillo: ti ho chiamato fuori solo per conoscerti un po': io sono Purple e da oggi saremo compagni di viaggio” tento di essere il più amichevole possibile: “Ti va bene se ti chiamo semplicemente “Sentret”? Sai, non ho molta fantasia coi nomi...”
“Fa un po' quello che vuoi” risponde Sentret girandosi dall'altro lato: “Non me ne frega nulla”
Oh, no... pure questo parla, e pare pure scorbutico. Aspetta, parla? E perché mai parla?? Prima se ne era stato zitto!
“Ma anche tu parli??”
“Mhbeh? Qualcosa di strano? Insomma, pure tu parli ma non mi pare di averti fatto troppi problemi a riguardo.”
Perché nella mia vita devo trovare solo personaggi odiosi?
“Mi spiego meglio: prima, mentre lottavamo, non hai spiccicato una parola... Perché? Cioè, mi pare strano, pensavo non sapessi parlare...”
“Tutti i Pokemon sanno parlare, il fatto che voi umani siate ottusi e non li capiate è un discorso diverso. Comunque non parlavo perché non ne avevo voglia.”
Sì, volendo vedere questa cosa è una delle poche che abbia un senso, fino ad ora...
“Ottusi eh? Quindi significa che io sono meno ottuso degli altri se vi sento...” Finalmente sembra che io abbia una qualche qualità che mi faccia spiccare sopra agli altri!
“O, più semplicemente, hai un qualcosa di strano nel DNA: sei uno scherzo della natura, insomma”
Ma non mi smontare in questa maniera!
“Devo muovermi a conquistare qualche medaglia, sennò qui non me la cavo più in quanto a ubbidienza.”
“Sì, perché conquistare dei tocchi di ferro mi farà diventare più accondiscendente, eh?”
In effetti è sempre parsa pure a me come una gran boiata... Però insomma: le medaglie a qualcosa serviranno pure! Cioè.... pensandoci bene non è che abbiano tutto questo senso: alcune medaglie fanno in modo che si possano usare delle mosse all'esterno della lotta. Praticamente delle specie di patenti. Il bello è che non ti serve essere responsabile nell'uso delle suddette mosse: basta che ficchi di mazzate un capopalestra e puoi andare in giro a tagliare la gente in tutta sicurezza e legalità. È un mondo strano...
Comunque qui il problema è un altro: nella mia squadra è entrato un altro stramboide.
“Se ti chiedessi di lottare per me lo faresti?” Mi informo. Sia mai che lo butto in battaglia e finisco col avere un due contro zero al posto di un normale scontro di Pokémon.
“Certo che no” Ok, segnamocelo: Sentret è inutilizzabile.
“E c'è un motivo particolare o semplicemente non ti piaccio?” Informiamoci: se c'è un motivo posso riuscire a metterlo a posto.
“Semplicemente non sei alla mia altezza: io sono il Pokémon più potente che ci sia, è inammissibile che il mio allenatore sia una mezza calzetta.” è convinto. Fin troppo convinto.
Ora, mi sta bene il “mezza calzetta”, visto che fino ad ora è la cosa più gentile che mi abbiano mai detto, ma “il Pokémon più forte”... cioè, è un Sentret! Come può anche solo pensarlo??
“Ma sei sicuro? Cioè, non per sminuirti, ma sei un Sentret... vuoi dirmi che saresti più forte di un Dragonite?” Vediamo cosa mi risponde.
“Certo che sì: io i Dragonite me li mangerei a colazione” è senza speranza.
“Vabbe, comunque sia ora io sono il tuo allenatore, quindi vediamo di andare d'accordo, ok?”
“No” Risponde pronto il Pokémon.
“Perfetto, ci intendiamo al volo vedo.” Sdrammatizzo. Questo Pokémon mi manderà nei casini al più presto, lo sento.
Richiamo Sentret nella sfera: ho già abbastanza problemi di mio, è inutile aggiungerne altri tenendolo fuori. Ora la mia squadra è composta da due Pokémon. Due Pokémon inutili. Mi domando se, per vincere, debba cominciare ad usare Magikarp come una mazza...
Continuo la mia camminata nell'erba. Di Pokémon nemmeno l'ombra, meglio così. Per ora, la cosa che più mi preme, è arrivare a Smeraldopoli il più in fretta possibile. Mi hanno detto che lì c'è la palestra di Blue, palestra che è sempre e perennemente chiusa, però...
Cioè: per poterlo sfidare, Blue, pretende che si abbiano tutte le medaglie di Kanto. Tipico suo: spaccone fino alla fine.
Quindi, in sostanza, la palestra di Smeraldopoli è inutile anche solo guardarla, per ora.
Questo mi fa venire un certo dubbio.
Insomma, i Capipalestra dovranno pur mangiare, mantenersi, pagare le bollette et simili, giusto? Quindi, devono avere un introito sufficiente a soddisfare almeno i propri bisogni primari. Mi son sempre chiesto, questo introito, da dove venga.
Pensandoci bene, ci sono tre possibili fonti di guadagno per un Capopalestra, ossia:

Sponsor: Le palestre sono sponsorizzate da qualche ditta. Questa possibilità è degna di nota e spiega più o meno tutto, cioè più un Capopalestra è forte, più soldi riceve dallo sponsor per esporre il suo marchio o prestare la sua immagine. Il punto forte di questa teoria è proprio la vincita in denaro che si ottiene battendo il suddetto Capopalestra: più è forte, maggiore la vincita. Peccato che io non abbia mai sentito parlare di palestre sponsorizzate da una qualsiasi azienda. Che senso avrebbe dare soldi ai Capipalestra se poi il tuo nome non viene pubblicizzato? Insomma, è una soluzione assurda, la scarterei.

Razzia: I Capipalestra rubano soldi ai perdenti, come tutti gli allenatori. Personalmente ho sempre trovato che, questa prassi, sia molto barbara ma nel nostro mondo è una cosa normalissima. Anzi, se ti rifiuti di pagare una volta sconfitto, gli allenatori, riempiono di botte pure te. Da qui si capisce perché ci siano così tante bande criminali partendo dal Team Rocket e arrivando al Team Galassia... L'idea c'è, insomma: più un Capopalestra è forte, più vince. Più vince, più guadagna. Più guadagna, più perde nel caso di sconfitta. È matematico. Peccato che, questo, non spieghi come faccia Blue ad avere tutti quei soldi quando viene battuto. Insomma, se non accetta mai sfide se non da avversari molto forti, la sua quantità di vittorie deve essere minore di qualche altro Capopalestra, quindi dovrebbe avere meno soldi da dare quando viene sconfitto... invece è quello che ne da più, in quanto Capopalestra più forte. Questo ci porta direttamente alla terza ipotesi, scartando la seconda.

Stipendio: I Capipalestra hanno uno stipendio pagato dalla Lega Pokémon. Questo spiegherebbe tutto nel caso, lo stipendio, fosse proporzionale alla forza dell'allenatore: più è forte, più è pagato. Si capirebbe perché Brock, primo Capopalestra, dia portachiavi omaggio ai vincitori mentre Blue, in confronto, regali ville con piscina. Il problema, in questa cosa, è “Dove prende i soldi la Lega se le iscrizioni ad essa sono gratuite?”. Questo è un problema non da poco, e ci sono diverse possibilità anche qui.
Come nel caso delle palestre, la Lega, non ha sponsor. Ha però contratti televisivi che fanno entrare in cassa diverse quantità di soldi. Gli incontri ufficiali, specie i più importanti, sono trasmessi in tutta la regione grazie alla televisione. Tuttavia, dubito fortemente che bastino questi introiti a mantenere in piedi una baracca di certe dimensioni. Inseriamo quindi anche i soldi guadagnati dalle vincite dei Capipalestra e ipotizziamo che vadano tutte nelle casse della Lega mentre, le perdite, vengano pagate di tasca loro (anche se sempre in maniera proporzionale allo stipendio e alla disponibilità di denaro dei diversi Capipalestra). Abbiamo così un certo introito a favore della Lega: il costo è infatti pari a quello che già dovrebbero pagare ai Capipalestra, il guadagno totale, invece, è pari alle loro vincite. Se un Capopalestra non vince abbastanza... beh, viene tolto dal giro o gli viene fornita una squadra più potente. Un'altra ipotesi, se questi soldi non bastassero, è che la Lega abbia contatti con le varie associazioni criminali e che prenda soldi dalle loro azioni. Per quanto sia stato spesso tacitamente accettato da tutti, l'appoggio alla distruzione del Team Rocket da parte di Lance qualche anno fa, ha in parte attenuato e reso meno plausibile l'ipotesi. Insomma, Lance era il Campione al tempo (nonostante tre anni prima fosse stato battuto da Red e Blue, ma questa è un altra storia) e distruggere un'organizzazione che dava soldi ai suoi datori di lavoro sarebbe stato un azzardo.
Sinceramente non mi frega granché, ma ogni tanto mi piace fermarmi a pensare su come funziona il nostro mondo. Quello che capisco, ogni volta, è che siamo in un equilibrio poco chiaro e precario: incredibile che, ancora, non siamo caduti in una profonda crisi...
Pensando a tutto questo, nel frattempo, sono arrivato a Smeraldopoli. Una città piccina, il cui edificio più grosso e importante è la Casa Allenatore, dove sfidare un bel po' di gente parecchio forte. Una volta, al suo posto, sorgeva una Scuola ma visto che, all'età di 10 anni, i bimbi vengono buttati fuori di casa con un Pokémon, la scuola è stata chiusa e abbattuta per mancanza di iscritti. Siamo un paese profondamente ignorante. Si spiega così il successo del Tavolo Cardo.
Beh, è comunque una tappa del mio viaggio. Dalla palestra non ci passerò nemmeno, tanto Blue mi rifiuterà di sicuro, quindi tanto vale fare un giro al centro Pokémon e fare dare un occhiata a Sentret e Magikarp.
“Ehi, giovanotto” una voce. Sembra chiamarmi, mi guardo intorno ma non vedo nessuno.
“Dico a te, giovine: sono qui.” Abbasso lo sguardo e vedo un nonnino bassissimo appoggiato ad un bastone. Il nonno da l'impressione di doversi spezzare sotto il suo stesso peso da un momento all'altro. Ditemi che non sarò così da vecchio!
“Giovine, sei un allenatore vero? Bene: lascia che ti spieghi come catturare un Pokémon” e detto questo mi afferra una manica e mi trascina via.

lunedì 1 novembre 2010

1: Inizia il viaggio

Mattina. La sveglia suona, agilissimo mi alzo dal letto con uno scatto. Sono in forma, non c'è che dire.
La verità è che sono agitato. Oggi è il grande giorno: il giorno in cui io, Purple, riceverò il mio primo Pokemon.
Si, lo so cosa vi state chiedendo: “Che diamine di nome sarebbe “Purple”??”. Ma c'è un motivo per il mio nome: tutti i più grandi allenatori si chiamano con dei nomi di colore.
Nella mia città, in particolare, ce ne sono stati due: Red e Blue. Red è sempre stato un ragazzo taciturno, non aveva altro nella testa se non i Pokemon. Ogni giorno tentava di andarsene nell'erba alta, con l'unico risultato di essere bloccato dal professor Oak, un vecchio arteriosclerotico. Blue, invece, era lo spaccone del villaggio. Sempre pieno di se, tentava di rimorchiare ogni ragazza del paese esclusa sua sorella. I risultati non erano dei migliori eh, però almeno ci provava. A pensarci bene diceva spesso di credere nella teoria dei grandi numeri, per quanto sia matematicamente una vaccata.
Ma torniamo alla loro storia: partirono all'età di 10 anni con il loro primo Pokemon. Immaginate un po' cosa scelsero? Esattamente, Red scelse Charmender e Blue Squirtle. Manco a farlo apposta, eh? In breve tempo conquistarono le medaglie di tutte le palestre di Kanto. Blue, in particolare, era in testa per velocità, e così arrivò per primo ai Superquattro. Ovviamente, i Superquattro, non avevano nomi di colori, quindi persero miseramente facendo diventare Blue il nuovo campione della Lega Pokemon. Il suo regno durò ben poco, visto che qualche giorno dopo arrivò Red che, dopo aver ascoltato in silenzio le solite spacconate di Blue, lo massacrò senza tanti complimenti.
Comunque, visto il successo di questi due ragazzi e la discreta performance di Green (si, c'era pure una ragazza che si chiamava in quella maniera, ma non la fecero entrare alla Lega per questioni politiche...), i miei genitori, decisero di chiamarmi con il nome che avete letto prima. Ora, non per lamentarmi sempre, ma tra tutti i colori scelsero proprio il Viola, un colore che io detesto... vabbe, il problema vero, però, è il mio cognome.
Mio padre discende dalla famiglia “Misfortune”, famosa nel nostro paesino per la gestione del bar di famiglia: il “Tavolo Cardo”, il cui nome deriva dalla grandiosa idea del fondatore, il mio bisnonno, di disporre sui tavolini una serie di corone di spine in modo da non poterci appoggiare i gomiti e quindi non lasciarci segni. Per qualche strano motivo, comunque, l'idea piacque... Pensandoci bene, però, in sto paese si chiamano i figli come se fossero parte di una enorme tavolozza di colori, quindi tanto normali non possono essere.
Tornando al cognome: il mio nome completo diventa così “Purple Misfortune”, tradotto come “Viola Sfiga”. A parte che, tradotto, sembra un nome da donna, ma da quando ho cominciato ad aggirarmi per il villaggio, le persone non mi hanno mai salutato stringendomi la mano ma toccandosi le palle. Ho visto anche un paio di gatti neri girare con dei cornetti antisfiga.
Comunque sia, oggi è il grande giorno. Il giorno in cui, anche io, avrò un Pokemon. Sono in ritardo rispetto a Red e Blue di 7 anni, ma non mi lascerò scoraggiare.
“Allora, Purple, sei pronto??” La voce di mia madre mi raggiunge dalle scale.
“Sì mamma, arrivo, arrivo...”.
Mia madre non è nata come Misfortune, ovviamente. Si sposò con mio padre dopo averlo conosciuto al bar mentre dava una mano al nonno temperando le punte dei tavoli. Che periodo smisuratamente lungo.
Scendo in cucina mentre mi infilo una t-shirt bianca, scarpe da skate e Jeans larghi. Passo in fretta affianco a mia madre, che mi guarda sorridendo, e a mio padre, che mi ignora grugnendo dietro al suo giornale.
“Sembra che il Team Rocket sia tornato alla carica. Tse, che manica di imbecilli: un qualsiasi allenatore con un Pokemon psico e uno di terra potrebbe mangiarseli tutti.”
“Caro, stai tranquillo, lo sai che i cattivi si fanno vivi solamente nel momento in cui c'è qualche nuovo eroe che può fermarli”
Deglutisco.
Si aspettano davvero che io sbaragli un'intera organizzazione da solo con una manciata di Pokemon?
“E secondo te Purple potrebbe mettere fine a questa tiritera di Rockets in giro per Kanto? Ma andiamo, non ce l'ha fatta nemmeno Red a metterli totalmente fuori gioco, cosa vuoi che riesca a fare nostro figlio?”
Proprio quello che mi ci voleva, una bella iniezione di autostima. Chissà se si è accorto che sono in piedi dietro al suo giornale...
“Ma che hai capito? Io parlavo del secondo nipote di Oak!”
Grazie mille, mamma. Quel minimo di amor proprio che custodivo da tanto tempo è stato devastato da questa uscita innocente.
“Ciao figliolo, pronto per il grande evento? ^^” mia madre sorride. Probabilmente non si è nemmeno accorta di quello che ha detto pochi secondi fa.
“Beh, ero pronto fino a una decina di secondi fa: ora come ora, invece, ho la sicurezza di un cieco che cammina su una gru.” rispondo addentando una fetta di pane rubata dal tavolo.
“Sciocchezze, te la caverai benissimo! Ora vai dal professore. Ah, e ti ho preso queste bellissime scarpe da corsa per l'occasione!” e così dicendo tira fuori da dietro la schiena un paio di scarpette marroni e viola, coi tacchetti. “Ti saranno d'aiuto: ti basterà premere il pulsante B per correre più velocemente!”
“Mamma, ma ce la fai? Dove lo vedi un pulsante B? Queste poi sono palesemente scarpette da calcio, non da corsa, e pure di dubbio gusto.” rispondo guardando l'orrore tra le mani di mia madre.
“Susu, non farti pregare, almeno portale con te! Ti abbiamo comprato quello zaino a distorsione spaziale proprio per farti portare con te ogni cosa. È sponsorizzato “Eta Beta”, è di qualità.” mia mamma è sempre più convinta. A volte vorrei avere a sua visione del mondo per poter capire com'è vederlo sempre in rosa. Però, in effetti, questo zaino è portentoso: sono riuscito a farci stare tranquillamente buona parte del mio armadio... Il problema è che la distorsione spaziale di questo zaino è un po difettosa, e mi è già capitato di metterci dentro una PokeBall e farla partire via a causa di ciò. Poco male per la PokeBall, era una riproduzione a basso potenziale da collezione, ma partendo via son riuscito comunque a catturare per errore il gatto dei vicini.
Mi metto lo zaino in spalla, saluto i miei genitori e vado verso il laboratorio. Chissà che Pokemon potrò prendere: quali starter avrà quest'anno il professore?
Potrei prendere Charmender: un Charizard sarebbe un sogno... oppure un bel Bulbasaur. E se ci fossero gli starter venuti dal paese di Johto? Beh, Totodile sarebbe un'ottima scelta. Spero solo che non ci siano gli starter di Hoenn: purtroppo non sono molto ferrato su di loro... probabilmente però sceglierei Treecko. Non vedo l'ora!

Ed eccomi qui. Davanti alla porta del laborario del prof Oak. Uhm, guardandolo da fuori si direbbe più una piccola cascina, ma non lamentiamoci: il professore è fiero del suo gioiellino e se lo contraddicessi sarebbe capace di non darmi nemmeno un Pokemon.
Entro.
L'interno è molto più promettente: un ambiente praticamente asettico, all'entrata mi accolgono due librerie con due assistenti intenti a stare in piedi senza un vero motivo. Mi avvicino a uno di loro, chissà se possono dirmi qualcosa di utile.
Mi avvicino a uno dei due: “Salve!”
“Sono l'assistente del Prof. Oak e anch'io studio i Pokemon”
E 'sti cazzi?
“Piacere, io sono Purple: sono qui per il mio primo Pokemon... sa darmi qualche dritta?” Vediamo: se studia i Pokemon ne saprà sicuramente più di me.
“Sono l'assistente del Prof. Oak e anch'io studio i Pokemon”
No, non ci siamo...
“Ripeto, piacere, io sono Purple. Sono qui per il mio primo Pokemon... visto che sono un novellino e lei invece ha l'aria di essere un dottorone, potrebbe cortesemente darmi una mano a scegliere il mio primo Pokemon?”
Stavolta dovrebbe essere chiaro...
“Sono l'assistente del Prof. Oak e anch'io studio i Pokemon”
Ok, qui c'è qualche problema di fondo. Proviamo di nuovo in maniera più diretta.
“E l'ho capito. Io voglio solo una mano a scegliere il mio primo Pokemon, non me ne frega nulla del fatto che tu studi i Pokemon: io chiedo, tu rispondi, così va il mondo. Erba? Acqua? Fuoco? Allora? Che devo fare per farti parlare, pigliarti a calci tipo Fonzie col JukeBox?”
Stavolta è chiarissimo, non può sbagliare.
“Sono l'assistente del Prof. Oak e anch'io studio i Pokemon”
Vabbe, proviamo con il secondo assistente, sperando sia meno stordito.
“Salve, sono Purple: Oak mi ha convocato per darmi il mio primo Pokemon: ha qualche dritta dell'ultim'ora?”
Vediamo un po' cosa mi risponde questo.
“Sono l'assistente del Prof. Oak e anch'io studio i Pokemon”
“Ma vaffanculo.” Possibile che 'sti tizi debbano rispondere con frasi stupide quanto quelle di un qualsiasi NPC di un qualsiasi GDR?
Bah, mi conviene incamminarmi verso il professore. Vedo che anche lui se ne sta in piedi senza motivo apparente. Toh, c'è anche un altro ragazzo, chissà chi è...
“Salve professore, sono qui: puntuale e pronto a cominciare la mia carriera di allenatore!”
Il ragazzo mi guarda. A guardarlo bene è particolarmente strano... Ha dei capelli che sfiorano l'assurdo ed, evidentemente, non sono al corrente dell'esistenza della legge di gravità, castani. Indossa una maglietta nera, con una scritta bianca sopra che, alla prima occhiata, sembra comprata in una di quelle bancarelle di T-Shirt assurde dei mercatini di paese. Recita testualmente: “Chi Cazz M'o Fa Fà”: che sia un fan degli Squallor? I pantaloni sono invece una normale parte di una tuta, di colore marrone. Indossa pure un paio di scarpe da ginnastica, nere anch'esse.
“Anche tu qui per un Pokemon?”
Sembra cordiale... Perlomeno non ripete frasi preimpostate.
“Si, io sono Purple. Tu chi sei?”
“Uno che ti sfascerà nelle lotte di Pokemon, mio caro amico perdente.”
Ecco, come al solito ho sbagliato a giudicare le persone. Vuoi vedere che pure 'sto qui è un gran cacacazzo?
“Ehm... scusa?” Vediamo se ho capito bene.
“Si, io so chi sei tu. Sei quel ragazzo portatore sano di sfiga che si aggira sempre per questo paesino. Il figlio del gestore del Tavolo Cardo. Non ti illudere di poter seguire le orme di Blue e Red, perché sarò io il nuovo campione della Lega, non una nullità come te.”
Ok, effettivamente sprizza simpatia da qualsiasi angolazione lo si guardi. Son solo una trentina di secondi che lo conosco e già mi sta parcheggiato sui testicoli. Chissà se Blue era come lui.
“Mi faresti almeno la cortesia di dirmi come ti chiami?” Speriamo mi risponda almeno a questo in maniera cordiale.
“Io mi chiamo Brown: tienilo bene a mente, perché ti toccherà sentire questo nome molto spesso, soprattutto poi lo dovrai ripetere alle infermiere dei centri Pokemon quando ti chiederanno chi ha conciato in quella maniera le tue bestie.”
Si, era una speranza un po' pretenziosa.
Un colpo di tosse. Ci giriamo verso il professore che sta evidentemente tentando di attirare l'attenzione.
“Ciao a tutti! Benvenuti nel mondo dei Pokemon. Mi chiamo Oak! Però la gente mi chiama “Professore dei Pokemon”!”
Cos'è questo inizio tanto pomposo? Ci vivo da 17 anni in questo paese, è ovvio che lo conosca...
“Questo mondo è abitato da creature chiamate Pokemon!”.
Incredibile, può esistere una persona più scontata di quest'uomo? Diamine, lo so che esistono i Pokemon, sennò non sarei qui ad ascoltarlo. E poi da dove diavolo è saltato fuori quel Nidorino? “Per alcuni i Pokemon sono piccoli amici, altri li usano per lottare. In quanto a me...”
Io e Brown lo guardiamo. Oak si è zittito, sembra stia pensando... “ZZZZZZZ”
No, si è solo addormentato.
Ehm, professore?” Chissà se ha i pulsanti Ctrl, Alt e Canc...
Sento distintamente Brown che sbuffa dietro di me. Probabilmente gli è pure scappato un “vecchio bacucco...”, ma non ne son sicuro. Gli do un colpettino sulla spalla tentando di risvegliarlo.
“…lo studio dei Pokemon è il mio lavoro.” è ripartito come se non fosse successo nulla, incredibile.
Però prima dimmi come ti chiami”
Ah, messi bene. Non si ricorda nemmeno il mio nome.
Mi chiamo Purple, professore. Mi conosce ormai da 17 anni, proprio non se lo ricordava?” L'Alzheimer è una brutta bestia.
Bene, il tuo nome è Purple!”
Non lo dica come se lo avesse deciso lei in questo momento!
Questo è mio nipote” Oh, qualcosa che si ricorda. Quindi questo fastidioso ragazzo è il fratello di Blue?
è stato tuo rivale da quando eri bimbo.”
No, aspetta: io l'ho conosciuto pochi attimi fa!
...mmm, potresti ricordarmi come si chiama?”
Oh, si è dimenticato pure il nome di suo nipote.
Ma sono tuo nipote, nonno! Com'è possibile che non ti ricordi nemmeno il mio nome? Brown! Mi chiamo Brown!”
Oak non pare sentirlo mentre continua a fissarmi. Che occasione! Mi giro verso Brown con stampato sul viso un ghigno malefico. Lui capisce.
Non ci provare sai??”
Certo che posso ricordarglielo, prof: si chiama “Stronzo”.
Pigliati questo, rompiballe.
Ah si! Ora ricordo! Si chiama Stronzo!”
Sento distintamente lo sciocco della mano di Brown a contatto con la sua fronte: “Non ci posso credere...”
Purple! La tua leggenda nel mondo dei Pokemon sta per iniziare! Vivrai un mondo di sogni e avventure con i Pokemon! Andiamo!”
Sì, ok, ma sto Pokemon me lo da o no?
Prof, io la leggenda la comincerei anche subito, ma senza un Pokemon mi viene abbastanza difficile.” Oak mi guarda come se gli avessi appena svelato un mistero irrisolvibile. Dio, quanto può essere svampita una persona.
Hai ragione! Beh, ecco qui le vostre Pokeball” e così dicendo tira fuori un contenitore pieno zeppo di Pokemon. Mamma mia, non pensavo di poter avere tutta questa scelta! Le cose si fanno interessanti.
Che Pokemon ci sono?” Chiedo curioso.
Qualsiasi Pokemon tu immagini. In questa scatola ci sono praticamente tutti i tipi di Pokemon non leggendari, le possibilità sono veramente tante.”
Evvai! Che botta di culo, potrò scegliere un Pokemon qualsiasi e non solo tra gli Starter! Chissà chi dovrei scegliere...
Ma vi avverto: il sistema di scelta è totalmente a random. Dovrete mettere la mano nella scatola, prendere una Pokeball e avrete il vostro Pokemon. I metodi di scelta degli ultimi anni erano restrittivi, però con questo ogni allenatore ha la stessa possibilità di pescare un Pokemon raro o non. Su, chi pesca per primo?” Ecco la fregatura. L'unica cosa che abbia mai vinto a una pesca era un Silk Epil, e son stato preso per il culo dal villaggio per tutto l'anno a seguire. Se mi andrà bene beccherò un Sunkern...
Pesco io, nonno!” Brown ha subito preso la palla al balzo.
Perfetto, Stronzo: pesca pure!” Brown mi scocca un'occhiata d'odio. Son sicuro che abbia tentato di incenerirmi con quello sguardo, ma son troppo occupato a ridacchiare per curarmene.
Ed ecco la prima estrazione. Dio, fa che sia un Rattata così che possa pigliarlo per il culo a vita.
Questo sarà il mio Pokemon!” dice tirando fuori dalla scatola una ball: “Vai, fatti vedere!”
Lancia la ball. Fa che sia un Rattata, fa che sia un Rattata.
La piccola sfera si apre, in un attimo si forma qualcosa di luminoso. La sagoma non mi pare proprio quella di un Rattata.
Evvai! È un Larvitar!” Ma che cazzo di culo. Ho paura che quello che prima ha detto sul suo nome si avvererà. Dovrò segnarmelo, sia mai che le infermiere chiedano sul serio.
Ti è andata bene, Stronzo!”
Mi chiamo Brown, vecchio rimbambito!” Brown sta fumando dalle orecchie. Dio, che soddisfazione!
Ora tocca a te Purple!” dice il professore tendendomi la scatola.
Bene. Qui mi gioco tutto. So già che posso puntare al massimo a un Pidgey con l'artrosi, probabilmente farei meglio a usare come primo Pokemon il gatto dei vicini. Bah, stare qui a guardare questa scatola non mi porterà a nulla. Ficchiamo sta mano dentro e prendiamo la prima che capita, tanto peggio di un Kricketot non può capitarmi.
Ecco, la mia mano è dentro la scatola. So già che state pensando a una orrenda battuta riguardante Mondo Marcio, ma non vi darò la soddisfazione di vederla su queste pagine. Nossignore: qui le cose sono serie. Il mio cuore batte a mille, afferro una Pokeball e la tiro fuori.
Brown mi fissa sorridendo. Sa bene che difficilmente troverò un Pokemon migliore del suo Larvitar. Che rabbia! Non può averla già vinta al primo colpo. Deve esserci un gran Pokemon! Un Riolu, per esempio! Una volta evoluto in Lucario potrei asfaltare il suo Tyranitar! Si, deve esserci quel Pokemon.
Stringo con forza la sfera nella mano destra prima di lanciarla: “Vai!!”
La luce di prima, la sagoma e...
No... no, porcatroia, no! Tutto ma non 'sto Pokemon! Voglio riprovare, non è possibile partire con una cosa del genere!
Davanti a me si dimena pateticamente il mio primo Pokemon. Brown ride, e ride di gusto. Bastardo, ti farei ingoiare la tua stupida Pokeball se potessi.
Un Magikarp! Mi avevano detto che eri uno sfigatone, ma cavolo: un Magikarp come primo Pokemon è peggio di un Epic Fail!” ora si sta tenendo la pancia mentre continua a ridere. Maledizione, perché deve sempre finire in questa maniera? Questo Pokemon, fino a che non si evolverà, rimarrà un Pokemon inutile.
Mi spiace, Purple: la fortuna non è al tuo fianco oggi, eh?” Oak tenta di rincuorarmi. In maniera pessima, però almeno ci prova.
Poi tira fuori dalla tasca due oggetti rossi.
Ragazzi, ora vorrei che prendeste questi: sono i vostri Pokedex. Il Pokedex è uno strumento essenziale per un allenatore: vi può dare utili informazioni sui Pokemon che incontrerete lungo il vostro cammino, vi fa da carta d'identità, tiene il conto di tutti i Pokemon che catturate e si attiva a caso ogni volta che ne ha voglia, il più delle volte senza motivo. Inoltre, i Pokedex, si sono evoluti sempre più mano mano che si scoprivano nuove specie di Pokemon: dalla semplice enciclopedia dei tempi di Red e Blue ha fatto veramente passi da gigante. Ora è un database completo su tutti gli oggetti, i dati sui Pokemon e su tutti gli allenatori che incontrate.”
Guardo il professore un po' di sbieco mentre richiamo nella sfera il mio patetico Pokemon: “Scusi prof: ma non è una violazione delle leggi sulla privacy quella di raccogliere informazioni sulle persone se non danno il consenso all'uso dei loro dati?”
Sento che Brown sta per mandarmi a cagare, ma lo ignoro.
Sì, infatti è così. La funzione sugli allenatori è una balla che mi sono inventato per vendere più nuovi modelli di Pokedex. Se però non lo dite a nessuno questi due Pokedex ve li regalo... e fatemi pubblicità, mi raccomando.”
E sì che sembrava un vecchietto così innocente... “Affare fatto, nonno: ce ne staremo zitti. Vero Purple?”
Brown mi guarda convinto. Vedo che ha ancora i lacrimoni per le risate di prima. “E sia, staremo zitti.”
Bravi ragazzi, ecco qui le vostre copie gratuite del Pokedex. Fatene buon uso.”
Vecchio truffatore.
Ehy, Purple: perché non testiamo i nostri nuovi Pokemon?” Lo vedo, sta ghignando l'infame. Sa benissimo che a lvl 5 il mio Magikarp non avrà altro che l'attacco Splash.
Immagino di non potermi tirare indietro, vero?”
“Ovviamente. Dovrai pur abituarti a prenderle dai miei Pokemon, no?” e così dicendo tira fuori la sua sfera.
Vai, Larvitar!”
Lancia. Il Pokemon compare sul pavimento del laboratorio e mi guarda. Mi guarda male.
Prof, sicuro che possiamo combattere dentro al laboratorio?” Chiedo speranzoso.
“Certo che si, tanto è tutto assicurato.”
Merda. E vabbe, facciamolo. Vediamo di usare l'astuzia.
Vai, Magikarp!” Lancio con violenza inaudita la Pokeball verso Larvitar centrandolo in piena fronte. Il mio Magikarp esce dalla Ball e sguazza davanti a un Larvitar dolorante.
Ehy, non è valido, maledetto!” Brown si incazza.
Insomma, lo so che non è valido, ma che vuoi che possa combinare contro un qualsiasi Pokemon un Magikarp? Più che sguazzare e aspettare di essere addentato non fa. Diamine, perderebbe pure contro un Togepi appena nato...
Larvitar, usa l'attacco Terrempesta, forza!” E via che si comincia. In men che non si dica, dentro al laboratorio, si scatena una vera e propria tempesta di sabbia.
E ma 'sti cazzi...” Non vedo chi abbia parlato, ma non sembra la voce di Oak o Brown. Che sia uno degli assistenti che ha ricordato altre parti del dizionario?
Magikarp se ne sta fermo a sguazzare, la tempesta lo sta bersagliando. Fortuna che ha almeno delle scaglie molto dure...
Magikarp, usa l'attacco Azione!” Io ci provo. Sia mai che lo abbia già imparato.
L'attacco cosa? Io mica lo conosco!” Eh? Ma chi diamine è quello che risponde?
Guardo bene dentro alla piccola tempesta di sabbia e vedo che Magikarp mi sta fissando.
Hai capito? Io non lo conosco sto attacco! Pensa a qualcos'altro e in fretta! Se mi attacca con qualcosa di più potente quel coso mi ribalta!”
Oddio. Sto parlando con un Magikarp. Cioè, no: non è possibile! Come fa un Magikarp a parlare?? Fino ad ora, a parte i Pokemon Psico che parlano con la telepatia e uno strano Meowth, non ci sono stati altri casi di Pokemon parlanti... e poi, proprio un Magikarp??
Ma mi stai parlando tu, Magikarp??” Chiedo. Non si sa mai.
Sì, e chi ti deve parlare?? Ci sono altri Pokemon che stai comandando nei dintorni? Perché se è così muoviti a cambiarmi con uno d quelli e levami da sta sabbiera!” Ok, è Magikarp...
Ma che fai? Parli con un Magikarp? Certo che tu devi essere proprio tocco oltre che sfigato, Purple!” Brown mi sbeffeggia...
Ehy, un momento: forse c'è un modo...
Magikarp sguazza verso la libreria!” gli urlo.
La fai facile tu! Sono un pesce, come diavolo mi posso muovere??” Quanti problemi...
“Ma chennesò, se respiri nell'aria allora devi pure riuscire a muoverti! Non serve che tu ti ci avvicini troppo, basta che ti metti nella sua direzione!”
Eccheccavolo, prima mi dici di pensare a qualcosa, poi non ti fidi. Siamo Mr. Coerenza, eh?
Ok, ci proverò. Se non funziona però non pigliartela con me e portami in fretta in un centro Pokemon!” Malfidato.
Ed ecco che Magikarp arranca verso la libreria. È veramente uno spettacolo patetico, però ce l'ha fatta.
Tse, non ha senso scappare: Larvitar, usa l'attacco morso!!” Brown è convinto di avere la vittoria in pugno. Direi che non posso dargli torto.
Larvitar si lancia verso lo sguazzante Pokemon.
Magikarp presto! Fingiti morto!”
Non sono mica un opossum!” Ribatte il pesce. Ma perché deve farsi tutti questi problemi?
E chissenefrega, ti basta buttarti a terra!” Svegliati, dannazione.
Evvai, quello lo so fare!” Esiste un Pokemon più triste?
Magikarp smette di dimenarsi rimanendo al suolo immobile proprio un secondo prima che Larvitar passasse lanciato a denti sguainati li dove prima stava il corpo del Pokemon marino. Il risultato è una sonora craniata alla libreria che lo lascia steso a terra. KO.
Non ci credo, e non ci crede nemmeno Brown, a giudicare dall'espressione che mostra una volta diradata la sabbia. Il suo Pokemon è esausto, e Magikarp ha ricominciato a dimenarsi tornando sulle sue pinne.
Larvitar non è più in grado di combattere, Magikarp vince l'incontro” Dichiara Oak spezzando il silenzio calato sulla scena.
Sono stato bravo eh? Sono stato bravo??” Chiede felice il Pokemon.
Si, sei stato bravissimo. Per festeggiare ti darò dei Poffin freschi freschi!” Abbraccio il pesce che continua ad agitarsi. Forse, con un po' di cervello, posso riuscire a cavarmela comunque anche con questo Pokemon.
I Poffin mi fanno schifo, voglio una birra.” Si, ma ora esageri, caro mio.
Ci pensiamo dopo, torna nella sfera ora.” dico allungando il braccio con in mano la Pokeball.
Va bene, ma poi mi dai una mano a levarmi la sabbia dalle scaglie: mi da un fastidio allucinante.”
D'accordo.” dico ritirando Magikarp nella sua sfera. Sarà un luuungo, luungo viaggio...
Non è possibile, non è regolare! Larvitar non è stato battuto da Magikarp ma si è messo KO da solo per uno sporco trucchetto e la Pokeball lanciata all'inizio!” Brown è irritato. Visibilmente irritato.
Non c'è nulla di irregolare nell'usare il terreno di lotta strategicamente. Inoltre non capisco di che PokeBall tu stia parlando.”
Sia lodato l'Alzheimer.
Il ragazzo ritira il suo Pokemon stizzito: “Come non capisci? Ma sei un vecchio rincitrullito! Oltre a non ricordarti il mio nome ti dimentichi pure le cose successe poco tempo fa!” Brown è veramente irritato. Voglio proprio vedere come va a finire.
Ma certo che mi ricordo il tuo nome, Stronzo!”
MI CHIAMO BROWN, NON STRONZO!!” e detto questo se ne va sbattendo la porta.
La prima soddisfazione in 17 anni di vita... ah, sento che la vita dell'allenatore sarà una pacchia.
Che ragazzo strano mio nipote... non è mica colpa mia se i suoi genitori lo han chiamato così, scusa...” Dice Oak grattandosi la testa e guardando verso la porta: “Allora, Purple, la tua prima vittoria, eh? Per festeggiare offrirei un bel Poffin al tuo Magikarp.”
Veramente preferirebbe una birra.” Chissà se il prof sa perché sento Magikarp parlare...
E come lo sai?”
Me le ha detto lui.” Su, dimmi qualcosa in merito. Possibilmente senza tirare in ballo abilità speciali, essere il prescelto o cazzate del genere.
Oh, capisco. Beh, meglio per te: devi sapere che alcuni umani hanno l'abilità di poter comunicare con i Pokemon e sentirli parlare chiaramente. È una cosa rara, dovresti esserne felice!” Lo sapevo, la solita storia dell'abilità innata. Perché più passa il tempo più mi pare di far parte di uno stupido romanzo di fantasia per bimbi imbecilli?

Ed eccomi qui. Sono uscito finalmente da quel laboratorio per dirigermi insieme a Magikarp (a cui ho offerto una bella media bionda al bar di famiglia) verso Smeraldopoli. Chissà come andrà a finire tutta questa assurda faccenda... Non mi resta che mettere i piedi nell'erba alta e lo saprò. Ma prima un salto a casa: mi son dimenticato di fare un giro in bagno prima di partire.